Lavori di realizzazione del Headquarter Lavazza di Torino
Committente:
Colombo Costruzioni S.p.a.

Ruolo ricoperto:
Assistente di cantiere per la gestione della sicurezza documentale ed operativa e assistente di cantiere per la gestione ambientale

Importo lavori:
€ 100.000.000

Periodo di esecuzione dell'incarico:
2016 - 2017


Descrizione della struttura
L’architetto Cino Zucchi ha firmato il progetto di Nuvola Lavazza quale nuovo headquarter della famosa azienda del caffè. Si tratta del recupero dell’area dismessa dell’ex centrale elettrica nel quartiere Aurora di Torino. Qui è nato un grande ambiente flessibile dove al posto dell’elettricità si produce creatività.
La multinazionale del caffè ha concentrato in questo complesso la propria sede innestando all’interno del tessuto urbano più centrale del capoluogo piemontese (a cui l’azienda è storicamente legata) un edificio che punta ad essere anche un vero e proprio “centro della cultura del caffè”.
L’intervento è stato condotto partendo dalla bonifica del sottosuolo, seguito alla demolizione di alcune pre-esistenze anche interrate, in stretto coordinamento con la Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici del Piemonte. Ciò si è reso necessario per via dei manufatti di archeologia industriale presenti sul sito e delle relative porzioni da mantenere.
L’edificio Lavazza, identificato al numero progressivo 1, è stato progettato con una vita utile di 50 anni. Esso si raccorda al parcheggio pubblico interrato, il quale presenta una soletta piena in calcestruzzo. Su tutta l’impronta fisica del fabbricato, comprendente sia il parcheggio che il centro direzionale, è presente un sistema di vasche bianche Drytech. All’interno della platea di fondazione si è reso necessario annegare una serie di profili metallici, utili alla successiva iniezione con resina.
I 6 solai di piano, in corrispondenza degli sbalzi la cui luce libera raggiunge i 7,5 m, presentano uno spessore pari a 50 cm.
All’ultimo piano trova sede una terrazza, sostenuta da esili pilastri di 25 cm di diametro, in grado di portare il ridotto peso proprio e accidentale della copertura, peraltro erosa da un ampio vuoto artistico.
Circa la casseratura, nella parte centrale sono state utilizzate casseforme per solai Peri Skydeck mentre, per quanto riguarda il bordo del solaio, una piattaforma Deca per la sicurezza.
Le carpenterie metalliche, e in particolare i cosciali della scala scenografica, sono dati da 2 piatti metallici di spessore cadauno pari a 12 mm. Questa è stata risolta come una scatola, molto rigida, alla quale sono stati fissati una serie ripetuta di elementi scatolari verticali facenti da parapetto. I gradini, anch’essi metallici, verranno successivamente finiti in pietra. Anche la copertura dell’ampio atrio, la quale ospiterà uno spazio espositivo, sarà risolta mediante profili scatolari tirafondati alla soletta sottostante.