LA DOCUMENTAZIONE PER LA SICUREZZA NEGLI AFFIDAMENTI PUBBLICI
04/09/2018

Con la pubblicazione del Decreto Legislativo 50/2016, ossia il nuovo codice dei contratti pubblici, sono state introdotte alcune modifiche relativamente alla documentazione per la sicurezza. 

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Cosa prevede il nuovo Codice dei contratti pubblici

Il committente pubblico non avrà più a che fare con il Piano di Sicurezza Sostitutivo, che un tempo era necessario in caso di affidamento di lavori ad un’unica impresa: infatti l’articolo 131 del D.Lgs. 163 del 2006, che parlava di Piani di Sicurezza, risulta ad oggi abrogato. Per questo un’impresa a cui viene affidato un lavoro pubblico, unica esecutrice all’interno del cantiere, non è più tenuta all’elaborazione del Piano di Sicurezza Sostitutivo, ma solo del Piano Operativo della Sicurezza, proprio come avverrebbe in caso di affidamento di un lavoro privato.

È vero che al momento dell’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici, nel Testo Unico per la Sicurezza D.Lgs. 81/2008 è rimasto il riferimento al cosiddetto PSS, ma solo in termini di contenuti minimi e non in merito all’obbligatorietà di redazione.



Gli obblighi del Committente in assenza del PSS

A livello contrattuale il Committente dovrà tener presente che, con l’abrogazione dell’art. 131, il POS non è più un documento contrattuale. Questo non esonera ciascuna impresa esecutrice dalla redazione del POS, che rimane in ogni caso obbligatoria per tutti i lavori edili, pubblici e privati, ai sensi dell’art. 96 comma 1 lettera g) del D.Lgs. 81/2008.

Secondo il D.Lgs. 81/2008 il Committente non risulta avere obblighi di acquisizione e verifica dei Piani Operativi della Sicurezza delle imprese, nemmeno quando – in presenza di un’unica impresa – non viene nominato un Coordinatore per la Sicurezza. Qualora le imprese esecutrici risultassero più di una, sarà obbligo del Committente o Responsabile dei Lavori designare un Coordinatore per la Sicurezza (art. 90 commi 3 e 4), e sarà quest’ultimo soggetto a dover acquisire e verificare la conformità dei Piani Operativi di Sicurezza delle imprese.

Ma in quale modo adesso, se non è più necessario un Piano di Sicurezza Sostitutivo, vengono analizzati i rischi legati al sito ed eventuali rischi interferenti presso i luoghi dove si svolgerà l’appalto? Lo strumento che individua tali rischi, laddove non è presente un PSC, rimane sempre il DUVRI (art. 26 comma 3), ed è il Datore di Lavoro Committente a doverlo redigere. Il DUVRI è un documento contrattuale, e proprio perché deve essere redatto prima della stipula del contratto, il D.Lgs. 81/2008 dà la possibilità al Datore di Lavoro Committente di integrarlo successivamente, a seguito dell’individuazione di ulteriori rischi specifici (rif. art. 26 comma 3-ter).

Un altro obbligo importante che resta in ogni caso a capo del Committente o Responsabile dei Lavori, sia pubblico che privato, è la verifica dell’idoneità tecnico professionale.

Il decreto correttivo al Codice degli appalti pubblici, d.lgs. n. 56/2017 evidenzia che il Committente ha l’obbligo di individuare un Responsabile Unico del Procedimento, che avrà gli obblighi di cui al Responsabile dei Lavori individuati all’interno del Testo Unico per la Sicurezza D.Lgs. 81/2008, e quindi anche la verifica dell’Idoneità Tecnico Professionale (ITP). In molti casi purtroppo la verifica della cosiddetta ITP non avviene in modo puntuale, e il più delle volte si trasforma in un mero accertamento amministrativo fermandosi all’acquisizione del DURC dell’impresa. Se per un affidamento pubblico ad oggi non serve più il PSS, la verifica dell’ITP è sempre necessaria, e dovrà avvenire in modo completo secondo le modalità di cui all’allegato XVII del D.Lgs. 81/2008 e art. 90 comma 9 lettere a) e b), ma non solo per lavori di tipo edile, ma anche per servizi e forniture ai sensi dell’art. 26 comma 1 lettera a).

Non dimentichiamoci infine della Notifica Preliminare, che il Committente o Responsabile dei Lavori deve inviare all’Azienda Unità Sanitaria Locale (per la Provincia Autonoma di Trento presso UOPSAL), che ad oggi si può trasmettere solo on-line attraverso il Portale dei Servizi della Provincia Autonoma di Trento. La notifica è necessaria non solo in presenza di più imprese, ma anche quando, in presenza di un’unica impresa esecutrice, si supera l’entità di 200 uomini giorno.

Il D.Lgs. 81/2008 non lascia perciò scampo ai Committenti, che in caso di mancato rispetto dei loro obblighi, sono puniti con le sanzioni di cui all’art. 157 nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili, e di cui all’art. 55 nell’ambito dei contratti di appalto, d’opera o somministrazione.


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