MANIFESTAZIONI PUBBLICHE ALL’APERTO: LE ULTIME LINEE GUIDA E LA FORMAZIONE DEGLI ADDETTI ALLA GESTIONE DELLA SICUREZZA
16/10/2018

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Il 18 luglio 2018 è stata pubblicata dal Ministero dell’interno una Direttiva che ha come oggetto i modelli organizzativi e procedurali per garantire alti livelli di sicurezza in occasioni di manifestazioni pubbliche.

Questa direttiva non è un’assoluta novità in merito alle manifestazioni pubbliche, perché ad un anno di distanza va a sostituire le “Linee guida” allegate alla circolare del 28 luglio 2017, la cosiddetta “circolare Gabrielli”, che era stata pubblicata a seguito degli eventi verificatisi in Piazza San Carlo a Torino.

Allargando lo sguardo sulla normativa pregressa, il D.M. 22 febbraio 1996 n. 261 – peraltro ancora in vigore - specifica quale deve essere l’entità dei servizi di vigilanza sui luoghi di pubblico spettacolo. Non troviamo però nessun’altra norma antecedente il 2017 che contenga dei parametri minimi di sicurezza oltre alla vigilanza, e nemmeno strumenti oggettivi per valutare ed individuare delle misure di sicurezza in grado di garantire la salvaguardia delle persone.

Purtroppo, solo a seguito delle migliaia di feriti a Torino, la normativa sulle manifestazioni pubbliche si è evoluta ed articolata in una serie di circolari e direttive che ad oggi devono essere rispettate da tutti i soggetti che organizzano eventi di pubblico spettacolo.

La Direttiva del 18 luglio 2018 è applicabile alle manifestazioni pubbliche che si tengono in luoghi all’aperto, e che, in relazione al tipo di evento, al numero dei partecipanti, alla conformazione del sito, presentano particolari condizioni di criticità.

Alle misure strutturali quali i requisiti di accesso all’area da parte di eventuali soccorsi, gli accessi e varchi per gli spettatori ed altri elementi legati alla morfologia del sito che ospiterà l’evento, vanno ad aggiungersi delle misure gestionali ed organizzative imprescindibili per il corretto monitoraggio della sicurezza durante tutto l’evento.

La novità più importante dal punto di vista gestionale è l’introduzione dell’obbligo di individuare degli operatori di sicurezza che si occuperanno dell’assistenza all’esodo, all’instradamento ed al monitoraggio dell’evento. Questi operatori dovranno essere pari a uno ogni 250 persone presenti all’evento, e vanno ad aggiungersi ad un numero di addetti alla lotta antincendio commisurato alla valutazione del rischio dell’evento. Ogni venti operatori dovrà essere previsto almeno un coordinatore di funzione.

Gli organizzatori di eventi dovranno però tener presente che per tutti questi operatori è richiesta dalla Direttiva una formazione ben precisa: gli addetti antincendio dovranno essere in possesso di corsi di livello C e attestato di idoneità tecnica. Gli organizzatori potranno avvalersi anche di soggetti iscritti ad associazioni di protezione civile, Vigili Urbani, Vigili del Fuoco, ecc…, ma tenendo presente che i Vigili del Fuoco non andranno a sostituire gli addetti alla gestione delle misure di prevenzione incendi. Le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco infatti presteranno eventuale servizio di sola vigilanza per quanto previsto dalla specifica attività istituzionale del Corpo. Da un recente confronto con la Polizia Amministrativa Provinciale di Trento emerge inoltre che i Vigili del Fuoco Volontari possono essere equiparabili – per il momento - ad addetti antincendio in possesso di corsi di livello B, salvo specifico riconoscimento di particolari requisiti. Questa apparente contraddizione (chi meglio di un Vigile del Fuoco può gestire un’emergenza incendio?) è in fase di rettifica, e ci aspettiamo che il paradosso normativo venga presto risolto.

L’organizzatore della manifestazione pubblica è tenuto quindi incaricare un adeguato numero di operatori di sicurezza compatibilmente a quanto prescritto dalla Direttiva del 18 luglio 2018, che potranno essere anche lavoratori dipendenti dell’ente organizzatore, purchè in possesso della formazione prevista dalla Direttiva. In assenza di tali requisiti, l’organizzatore dovrà ripiegare su un servizio esterno dotato di personale qualificato. Le modalità secondo cui tali operatori interverranno durante l’evento dovranno essere individuate e descritte in un cosiddetto “piano di sicurezza” che, oltre alla Polizia Amministrativa Provinciale, andrà trasmesso e condiviso prima dell’evento anche in Questura.

Queste misure gestionali costituiscono un onere importante per gli organizzatori, soprattutto a livello economico; difficilmente i piccoli enti avranno a disposizione degli addetti con corsi di livello C e idoneità tecnica.

È naturale che servirà del tempo per mettersi al passo con la Direttiva, e per “equipaggiarsi” di uno staff che risulti all’altezza dei nuovi requisiti normativi; c’è da augurarsi che gli interessati non vedano questa novità come l’ennesimo impiccio burocratico, ma come uno strumento per una miglior gestione del rischio nelle manifestazioni pubbliche per la salvaguardia di tutti gli utenti.



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