Privacy
Privacy: metti al sicuro i tuoi dati
TECNICO GESTIONE PRIVACY AZIENDALE

Titolo di Studio e Abilitazioni:

  • Laurea in Giurisprudenza o equipollente

 

Età: 25 - 35 anni
Residenza: Trentino Alto Adige

 

Caratteristiche tecniche professionali

Si richiede di possedere conoscenze nella materia relativa alla protezione dei dati, con approfondite conoscenze della normativa sulla gestione dei dati.

La risorsa si occuperà di fornire la consulenza necessaria per progettare, verificare e mantenere un sistema organizzato di gestione dei dati. Curerà inoltre l'adozione di misure di sicurezza finalizzate alla tutela dei dati, che soddisfino i requisiti di legge e assicurino sicurezza e riservatezza.

 

Conoscenze informatiche

      • pacchetto Office, Web e Social Network


Ulteriori conoscenze ed esperienze

      • Lavoro di squadra
      • Massima flessibilità
      • Capacità relazionali

 

Per candidarsi inviare CV a info@qsa.it con oggetto "TECNICO PRIVACY "

Piero Mattioli
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
QSA

QSA è una società di consulenza con sedi a Predazzo (TN), Trento e Bolzano che opera in tutto il territorio del Trentino Alto Adige.

QSA ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001, rilasciata da TÜV InterCert ed è soggetto formatore accreditato per l'erogazione di attività di formazione alla salute e alla sicurezza nella Provincia Autonoma di Trento (Ufficio Fondo Sociale Europeo, codice organismo n. 585) e nella Provincia Autonoma di Bolzano.

Dalla sua fondazione, QSA si è specializzata nel settore dei servizi ponendosi diversi obiettivi:

  • promuovere la cultura del lavoro nel rispetto della qualità, della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dell'ambiente
  • assistere le organizzazioni nell’implementazione dei sistemi di gestione aziendale
  • supportare le organizzazioni nella gestione della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori
  • fornire consulenze alle aziende nella tutela dell'ambiente

 

Dal benessere dei lavoratori deriva il benessere dell’azienda

QSA crede che le persone siano la risorsa privilegiata su cui si fonda l’intera organizzazione. Noi per primi cerchiamo di dare il buon esempio alle nostre aziende clienti, così ci siamo strutturati con personale dipendente, stabilmente inserito, per garantire alle aziende clienti presenza, immediatezza di risposte e continuità.

QSA promuove con forza la cultura della responsabilità e del benessere dei lavoratori in azienda. Perché le certificazioni di qualità e sicurezza non siano solo un obbligo stabilito dalle leggi vigenti, ma l’occasione per creare un ambiente di lavoro sicuro in cui i dipendenti possano lavorare in serenità e in cui possano percepire che l’azienda ha a cuore il loro benessere. Queste sono le premesse perché un lavoratore possa dare il meglio di sé durante il suo percorso lavorativo, a tutto vantaggio dell’azienda.

 

Le abilitazioni QSA

  • Sistema di gestione certificato UNI EN ISO 9001
  • Organismo di formazione accreditato presso la Provincia di Trento e di Bolzano
  • Presenza di formatori qualificati in materia di salute e sicurezza
  • Presenza di tecnici abilitati allo svolgimento del ruolo di Coordinatore per la Sicurezza (CSP/CSE)
  • Presenza di tecnici abilitati allo svolgimento del ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
  • Presenza di esperti verificatori per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle apparecchiature di sollevamento
  • Presenza di valutatori di Sistemi di Gestione Qualità, Sicurezza, Ambiente
  • Presenza di tecnici competenti in acustica
  • Presenza di professionisti abilitati al rilascio delle certificazioni antincendio

 

 

Francesca Cafaro
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
Matteo Tivelli
Elisa Chiurato
COMUNE DI TRENTO
COMUNE DI BOLZANO
Valentina Livio
Rossella Zucchelli
CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO MONUMENTI E COLLEZIONI PROVINCIALI
Mariangela Vaia
FONDAZIONE EDMUND MACH
AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI
I.T.E.A. S.p.A.
Manuel Tomio
DIREZIONE REGIONALE ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE TRENTINO ALTO ADIGE
FONDAZIONE BRUNO KESSLER
Sara Cortellazzi
ARCESE
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI -PROVVEDITORATO INTERREGIONALE ALLE OO.PP- SEDE COORDINATA DI TRENTO
Patrizio Cigolla
Ivan Croce
Anita Braito
Dario Oss Papot
O-I MANUFACTURING ITALY S.P.A
Nicola Dall'Oglio
Jessica Tabarelli
CRISTOFORETTI PETROLI S.P.A
Luca Perenzoni
Sicurezza
Sicurezza in azienda: partner ufficiale della vostra sicurezza
Elena Zendron
Elia Girardi
Laura Caldonazzi
TERNA S.P.A
Paolo Endrizzi
COLOMBO COSTRUZIONI S.P.A.
ITAS S.P.A
Samantha Pederiva
TECNICO ESPERTO IN SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
Titolo di Studio e Abilitazioni: 
  • Ingegnere ambientale e civile
  • Laurea in Tecniche della Prevenzione nei Luogo di Lavoro o equivalenti
  • Addetto/Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Età: 25 - 35 anni
Residenza: Trentino Alto Adige

Caratteristiche tecniche professionali


Si richiede di possedere conoscenze in ambito salute e sicurezza sul lavoro, in particolare:
 
  • Conoscenza della normativa in materia di sicurezza, ambiente e qualità
  • Esperienza in ambito dei cicli di lavorazione nel settore edile e manifatturiero industriale
  • Conoscenza sulle funzioni organizzative richieste dalla normativa
  • Conoscenze informatiche: pacchetto Office, Web e Social Network
  • Ulteriori conoscenze ed esperienze
 
Lavoro di squadra
Massima flessibilità


Per candidarsi inviare CV a info@qsa.it con oggetto "TECNICO".
E-LEARNING

QSA S.r.l.  ha attivato una propria piattaforma e-learning e offre formazione a distanza in materia di salute e sicurezza dei lavoratori. I corsi disponibili sono stati definiti sulla base dei requisiti richiesti dall’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 dai tecnici e formatori interni sulla base dell’esperienza maturata in aula, in collaborazione con esperti del settore e-learning.

Per attivare la visualizzazione dei corsi e-learning e cominciare il percorso formativo, rivolgersi alla segreteria organizzativa all’indirizzo e-mail formazione@qsa.it oppure al numero 0461/95.07.20.

I corsi sono validi per il riconoscimento dei crediti formativi definiti dal D.Lgs. 81/08 e l’Accordo Stato Regioni del 21/12/2011.

 

 

Se sei iscritto accedi alla nostra piattaforma FAD e segui il nostro corso di formazione generale per lavoratori (disponibile in lingua italiana ed inglese) 

VETRI SPECIALI S.P.A.
FUNIVIE ALPE CERMIS S.P.A.
AUTOSTRADA DEL BRENNERO A22
Certificazioni Accreditamenti

In QSA crediamo che la prima risorsa aziendale da valorizzare siano le persone. A partire da noi: al nostro interno, infatti, possiamo contare su personale dipendente, stabilmente inserito, per garantirvi presenza, immediatezza di risposte e continuità.
Insieme ai nostri clienti, creiamo una nuova cultura della responsabilità, prendendoci cura prima di tutto del benessere dei lavoratori nel proprio ambiente di lavoro.
Ne siamo convinti perché lo vediamo ogni giorno: far crescere le risorse umane fa crescere anche l’azienda. QSA, persone per le persone.

Le nostre abilitazioni:
• Sistema di gestione certificato UNI EN ISO 9001
• Organismo di formazione accreditato presso la Provincia di Trento e di Bolzano
• Formatori qualificati in materia di salute e sicurezza
• Tecnici abilitati allo svolgimento del ruolo di Coordinatore per la Sicurezza (CSP/CSE)
• Tecnici abilitati allo svolgimento del ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
• Esperti verificatori per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle apparecchiature di sollevamento
• Valutatori di Sistemi di Gestione Qualità, Sicurezza, Ambiente
• Tecnici competenti in acustica
• Professionisti abilitati al rilascio delle certificazioni antincendio

Qualità

L’organizzazione del lavoro, la gestione del rischio d’impresa, l’efficienza dei processi aziendali: sono questi i fattori che rendono l’azienda competitiva, permettendole di offrire prodotti e servizi di qualità.
QSA progetta e realizza sistemi di gestione per la qualità (UNI EN ISO 9001), sempre in stretto contatto con l’azienda.

Analizzando le prassi operative, insieme alle competenze tecniche e organizzative del personale, riusciamo a fornire un modello organizzativo realmente personalizzato.

Offriamo inoltre supporto per certificare il sistema adottato, verificando la possibilità di ottenere finanziamenti pubblici, dalla domanda alla rendicontazione.

Sicurezza in cantiere
Sicurezza in cantiere: sicuri al lavoro
FAMIGLIA COOPERATIVA VAL DI FASSA
REM-TEC S.R.L.
FUNIVIE FOLGARIDA MARILLEVA S.P.A.
ITINERA S.P.A.
SCHMACK BIOGAS S.R.L.
LATEMAR 2200 S.P.A.
Qualità
Qualità in azienda: la vostra certificazione, la nostra meta
Ambiente
Ambiente: sostenibili si diventa
MISCONEL S.R.L.
Sicurezza

Sicurezza nelle aziende

QSA si propone come partner del Datore di Lavoro nel ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): non solo in qualità di singolo tecnico incaricato, ma anche come team di tecnici, formatori e consulenti. I nostri esperti qualificati svolgono direttamente: valutazione dei rischi, verifiche periodiche delle apparecchiature di sollevamento, consulenze in ambito organizzativo/gestionale, costruzione e implementazione di sistemi di gestione, assistenza tecnico-giuridica.

QSA ha al proprio interno tutte le figure professionali necessarie per accompagnare il cliente in ogni fase.

Un affiatato gruppo di specialisti qualificati, la cui capacità di lavorare in sinergia è più che collaudata.

Sicurezza nei cantieri

La gestione consapevole della sicurezza nei cantieri significa applicare le norme di prevenzione e buone prassi in ogni fase dell’opera, dalla progettazione fino alla realizzazione completa.

Unendo fin dal principio la competenza e l’esperienza dei coordinatori QSA a quelle dei committenti, dei progettisti e dei tecnici delle imprese, è possibile “fare prevenzione” non soltanto al momento dell’esecuzione dei lavori, ma anche per i futuri utilizzatori, che siano privati o imprese.

Prevenzione incendi

I nostri tecnici specialistici lavorano a stretto contatto con le aziende per valutare, progettare e pianificare l’attuazione di misure di prevenzione e protezione, in caso di: gestione delle emergenze, resistenza al fuoco delle strutture, valutazione del rischio incendio, richiesta e aggiornamento del Certificato di Prevenzione Incendi.

Tutela della salute dei lavoratori

La figura del Medico Competente rappresenta una parte importante del team di professionisti QSA.

In sinergia con i Datori di Lavoro e con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), svolge una attività fondamentale nella salvaguardia della salute dei lavoratori. I medici con cui collaboriamo sono professionisti capaci di prendersi cura di ogni esigenza in merito alla sicurezza sanitaria: far stare bene i nostri Clienti fa stare bene anche noi.

LA SPORTIVA S.P.A.
FAMIGLIA COOPERATIVA DI CAVALESE S.C.A.R.L.
ISTITUTO DI FORMAZIONE S. PERTINI
TRENTO FUNIVIE S.P.A.
TRENTINO SVILUPPO S.P.A.
Ambiente

Sostenibili si diventa.

Non c’è vero sviluppo senza un reale rispetto per l’ambiente. Sostenibilità, responsabilità, salvaguardia:
per noi non sono solo parole ma un impegno quotidiano e costante.
Perché rendere ogni azienda un ambiente migliore in cui lavorare rende il mondo un ambiente migliore in cui vivere.
QSA affianca il vostro percorso di crescita offrendovi strumenti e supporti per lasciare il segno.
Ma solo in senso virtuoso.

Consulenze e indagini ambientali.

  • Implementazione di Sistemi di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001)
  • Valutazioni di impatto ambientale
  • Analisi e monitoraggio per il controllo dell’inquinamento
  • Consulenze per la gestione dei rifiuti (MUD, Sistri)

Valutazione dei requisiti acustici passivi degli edifici.

 

Consulenze e indagini acustiche.

  • Valutazioni di impatto e clima acustico
  • Collaudo acustico degli impianti
  • Zonizzazioni acustiche comunali e piani comunali di risanamento acustico
LIBARDONI COSTRUZIONI S.R.L.
VIESSMANN SRL
COMUNE DI MEZZOLOMBARDO
AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE-APPA
Privacy
SCUOLA ARCIVESCOVILE C. ENDRICI
BIOENERGIA TRENTINO SRL
EUROPONT S.R.L.
CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO
CENTRALE UNICA DI EMERGENZA TN
Formazione

La crescita della competenza interna più che un dovere dettato dalle normative è un’opportunità per le realtà imprenditoriali che desiderano evolversi.
QSA affianca ogni azienda nel definire e colmare i propri gap formativi, attraverso una precisa analisi delle richieste normative, oltre a quelle specifiche per l’attività svolta, grazie a uno studio attento e costante della giurisprudenza in materia.

L’offerta formativa QSA:

  • Corsi aziendali personalizzati per datori di lavoro, dirigenti, preposti e lavoratori
  • Assistenza nella presentazione e gestione del progetto compreso l’eventuale finanziamento
  • Corsi di addestramento e abilitazione all’uso delle attrezzature di lavoro
  • Percorsi formativi per tutti i soggetti che la normativa individua come destinatari di formazione, informazione, addestramento e aggiornamento (Addetti Antincendio, Addetti Primo Soccorso, Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, Addetti e Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, Coordinatori della Sicurezza)
  • Seminari di approfondimento validi per il rilascio di crediti formativi
INTERBRENNERO S.P.A.
GALLERIA DI BASE DEL BRENNERO
ISTITUTO DI FORMAZIONE SANDRO PERTINI
ARCIDIOCESI TRENTO
PEJO FUNIVIE S.P.A.
CENTRO FORMAZIONE PROFESSIONALE VERONESI
PRETTI E SCALFI S.P.A.
MARTINELLI E BENONI S.R.L.
I.T.A.P. S.P.A.
ALTO GARDA SERVIZI S.P.A.
IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE: L'INTEGRAZIONE TRA I SISTEMI DI GESTIONE ISO 45001, ISO 14001 E IL D. LGS. 231/01

Al fine di garantire la corretta applicazione delle misure per la salute e sicurezza dei lavoratori l’implementazione di un Sistema di Gestione della Sicurezza costituisce nelle aziende una necessità organizzativa.

Un Sistema di Gestione della Sicurezza ha lo scopo di strutturare l’organizzazione per la gestione sistematica di tutti i processiche hanno impatto sugli aspetti della sicurezza e costituisce il punto di partenza su cui l’azienda può fondare un Modello di Organizzazione e Gestione in conformità ai requisiti del D.Lgs. 231/01 e dell’art. 30 del D.Lgs. 81/08.

Il D.Lgs. 106/09, correttivo del D.Lgs. 81/08, con le modifiche apportate all’art. 16, precisa al comma 3 che l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo esimente per le sanzioni previsti dal D. Lgs. 231/01.

Il Modello di Organizzazione e Gestione, idoneo ad avere efficacia esimente dalla responsabilità amministrativa dell’Ente come previsto dal D. Lgs. 231/01, consente al Datore di Lavoro di dimostrare anche lo svolgimento della vigilanza verso i delegati, necessaria per garantire l’effettiva delega di funzione.

 

Cos’è il D.Lgs 231

Il D. Lgs. 231 è la norma che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di responsabilità giuridica: l’azienda, come organizzazione, viene ritenuta co-responsabile del reato che comunque dal punto di vista penale è attribuito ad una o più persone fisiche. Per la prima volta il nuovo regime di responsabilità coinvolge, nella repressione degli illeciti penali connessi con la sicurezza e la salute dei lavoratori, il patrimonio degli Enti che abbiano tratto un vantaggio dalla commissione degli illeciti stessi.

L’art. 6 del D. Lgs. 231/01 stabilisce tuttavia che l’Ente abbia la possibilità di sottrarsi alla responsabilità sancita dall’art. 5 nell’ipotesi esimente in cui dimostri:

- di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto/reato “modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi”;

- di aver affidato il compito di vigilare sul funzionamento, sull’efficacia e sull’osservanza del suddetto modello e sull’aggiornamento dello stesso, ad un “organismo di controllo interno all’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo” (Organismi di Vigilanza - ODV).

 

L’interazione con gli altri sistemi aziendali

Il Modello di Organizzazione e Gestione, sia nella sua fase di realizzazione sia nella successiva fase di implementazione, rappresenta un completamento dei sistemi già presenti all’interno dell’azienda.

Il Modello 231 non si pone pertanto come uno strumento aziendale a sé stante ma risulta essere un sistema interattivo con il Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza dei lavoratori (ISO 45001) e con il Sistema di Gestione per l’Ambiente (ISO 14001).

L’azienda che intende garantirsi una corretta gestione aziendale e fruire dell’esimente deve dotarsi di un proprio esclusivo Modello 231.

Il Modello deve essere predisposto su misura della realtà organizzativa alla quale fa riferimento al fine di poter far fronte alle esigenze reali dell’organizzazione.

 

I vantaggi della corretta applicazione del Modello 231

L’adozione del Modello 231 ed il suo continuo aggiornamento ed applicazione evitano possibili azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori che lo hanno adottato. Ecco alcuni vantaggi di una corretta implementazione del Modello 231:

  • Evitare il rischio di sanzioni (pecuniarie o interdittive) con potenziali gravissimi danni patrimoniali e d'immagine all’azienda;
  • Controllare i costi diretti e indiretti legati alla commissione dei reati;
  • Evitare il formarsi di pratiche corruttive all’interno della struttura aziendale, nonché di rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e/o ambientali;
  • Mantenere la buona reputazione aziendale e la fiducia degli stackeholders;
  • Aprire nuovi mercati e creare vantaggio competitivo in uno scenario di business che sempre più premia comportamenti etici;
  • Mantenere il valore per gli azionisti.
  • Evitare infortuni sul lavoro, malattie professionali, incidenti ambientali, affidamento incauto di lavori, servizi, forniture, appalti e subappalti a fornitori inidonei e pericolosi.



Per capire meglio come il Sistema di Gestione della Sicurezza possa integrarsi in un Modello di Gestione e Organizzazione QSA organizza un workshop gratuito presso la sede di Bolzano il 21 giugno 2018.


Scarica la locandina o scrivici a info@qsa.it per avere maggiori informazioni

I FONDI INTERPROFESSIONALI A SOSTEGNO DELLA FORMAZIONE CONTINUA DELLA SICUREZZA SUL LAVORO

L’attività di formazione di tutti i soggetti che costituiscono l’azienda, dal lavoratore al dirigente, è un obbligo normativo che non si limita solamente al momento di inizio delle attività ma deve essere periodicamente aggiornata con appositi corsi stabiliti da leggi, decreti attuativi, da Accordi Stato-Regioni o dalla norma contrattuale. La formazione rientra quindi nel quadro normativo relativo alla sicurezza sul lavoro come base sulla quale attuare un efficace “sistema sicurezza”.

Tutto questo comporta costi diretti e indiretti da parte del datore di lavoro e dell’azienda stessa. I Fondi Paritetici Interprofessionali costituiscono un’importante risorsa per l’azienda e garantire l’assolvimento degli obblighi normativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

 

 

Cosa sono i Fondi Paritetici Interprofessionali

I Fondi Paritetici Interprofessionali (legge 388/2000) sono organismi di natura associativa promossi dalle organizzazioni sindacali e finalizzati alla promozione di attività di formazione rivolte ai lavoratori.

L’azienda può scegliere di destinare lo 0,30% della retribuzione dei lavoratori, versata con il pagamento dei contributi obbligatori, all’INPS oppure ai Fondi Interprofessionali.

Destinando questo 0,30% ad un Fondo Interprofessionale l’azienda garantisce un ritorno dell’investimento da riutilizzare in azioni formative per il miglioramento della qualità, delle competenze e della formazione del proprio personale.

I Fondi Paritetici Interprofessionali finanziano piani formativi aziendali, settoriali e territoriali, che le imprese in forma singola o associata decidano di realizzare per i propri dipendenti. Oltre a finanziare, tutto i in parte le suddette tipologie di piani i Fondi possono finanziare anche pian formativi individuali.

Il conto di formazione aziendale è un ottimo strumento a disposizione delle aziende per fornire formazione specialistica ai propri dipendenti a costo zero. Il conto di formazione è una sorta di salvadanaio dell’impresa dove viene versato il 70% (in alcuni casi fino all’80%)di quanto l’azienda ha versato all’INPS e può essere riutilizzato per la formazione dei dipendenti in qualsiasi momento presentando un piano formativo.

 

Come aderire al Fondo

Aderire al fondo è molto semplice ed avviene tramite la procedura telematica obbligatoria di denuncia contributiva che le aziende comunicano all'INPS utilizzando il modello UNIEMENS. Il datore di lavoro deve quindi accedere all'Uniemens individuale nella sezione "Gestione denuncia aziendale" e inserire il codice del fondo nella sezione Fondi Interprofessionali (ogni Fondo ha un proprio codice identificativo). L’adesione può avvenire in qualunque momento dell’anno e si intende tacitamente prorogata, salvo disdetta. I fondi attualmente attivi sono 19, di cui tre dedicati ai Dirigenti, e riguardano particolari attività produttive svolte dalle aziende oppure specifiche posizioni lavorative dei dipendenti.

Sarà poi lo stesso INPS a trasferire questa percentuale di contributi al fondo di formazione, accantonando risorse in un "conto formazione" che rimane a disposizione dell'azienda per finanziare attività formative per il personale in modo autonomo.

 

Quali sono i vantaggi

L’iscrizione ad un Fondo Interprofessionale non comporta alcun onore per l’azienda e offre diversi vantaggi:

  • L’adesione è gratuita e libera
  • Ridurre i costi aziendali sostenuti per la formazione interna
  • Soddisfare le esigenze aziendali relative ai fabbisogni formativi
  • Accrescere la competitività dell’azienda
  • Finanziamento totale o parziale dei progetti formativi
  • I fondi possono anticipare le somme che l’azienda accantonerebbe per finanziare piani urgenti
  • Opportunità di finanziamento anche per aziende medio piccole
  • Recupero dello 0.30% che viene versato obbligatoriamente all'INPS per ogni dipendente riutilizzabile nella formazione aziendale
  • È possibile formare anche una sola o poche persone su argomenti specifici con appositi voucher;
  • È possibile utilizzare tutte le modalità formative: aula, affiancamento, esercitazioni pratiche, E-Learning e molte altre tipologie didattiche;

 

  

Contattaci per ricevere gratuitamente e senza impegno una consulenza sul fondo più conveniente per la tua azienda.

I nostri certificati
QSA ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001, rilasciata da TÜV InterCert ed è soggetto formatore accreditato per l'erogazione di attività di formazione alla salute e alla sicurezza nella Provincia Autonoma di Trento (Ufficio Fondo Sociale Europeo, codice organismo n. 585) e nella Provincia Autonoma di Bolzano.
Banda Comunale di Moena
Sponsor
QSA S.r.l. è presente anche nel sociale supportando le Associazioni e le attività culturali locali e del territorio. 
Queste sono alcune delle Associazioni che QSA ha il piacere di sostenere 
QSA INCONTRA LE AZIENDE: TRE INCONTRI PER ILLUSTRARE LE NOVITA' INTRODOTTE DAL NUOVO GDPR n. 2016/679

Si è conclusa il giorno 17 aprile 2018 presso l’Istituto di Istruzione “La Rosa Bianca” di Predazzo, la campagna informativa promossa da QSA S.r.l. – engineering consulting Training, avente ad oggetto la protezione dei dati personali secondo la nuova disciplina normativa europea.

Un ciclo di tre incontri dal titolo “APPLICAZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO N. 2016/679 SULLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALIche si sono svolti rispettivamente a Trento, Bolzano e Predazzo, registrando un’importante partecipazione.

L’uditorio ha visto la presenza di aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, provenienti dal settore privato e dalla pubblica amministrazione, interessate a comprendere quali siano le principali prescrizioni a cui dovranno far fronte per soddisfare le richieste del legislatore europeo.

L’intervento ha evidenziato la rivoluzione giuridica e culturale connessa all’adozione del GDPR, la quale impone alle imprese un cambiamento nel modo di pensare e di progettare il proprio business.

Ai Titolari del Trattamento dei dati, è infatti richiesto di essere “accountable” ovvero di andare oltre il mero rispetto delle norme dotandosi di un piano strategico di gestione e controllo del trattamento dei dati, capace di definire una tutela sostanziale del diritto alla protezione dei dati personali.

I dubbi e gli interrogativi emersi, riguardano principalmente alcuni profili di lacunosità della norma e gli sforzi economici che sottondono alla realizzazione di una compliance aziendale confacente alla tutela del dato personale nei termini anzidetti.

Ciò nonostante, la riscontrata necessità di  tutelare la  sfera privata, ma anche di garantire il pieno godimento di tutti i diritti e di tutte le libertà fondamentali dell’individuo, consentirà di superare questo imperante scetticismo, progettando una privacy dinamica capace di rispondere anche alle esigenze delle aziende.

Bisogna solo iniziare.




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Fonte: Quotidiano L'Adige




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Per maggiori informazioni consulta la nostra proposta in materia di Privacy e contattaci per avere un preventivo personalizzato in base alle tue esigenze scrivendo a info@qsa.it.

28 APRILE 2018: GIORNATA MONDIALE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO



Il 28 aprile, come ogni anno, si celebra la giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro. Come succede per certe ricorrenze, non dovremmo fermarci a pensare all’importanza di tale evento in un unico giorno all’anno. 

 

 

La giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro è promossa dall’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) con lo scopo di migliorare la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. Una campagna di sensibilizzazione per portare agli occhi dell’opinione pubblica un argomento sempre all’ordine del giorno e che è condiviso a livello mondiale. La celebrazione fa parte integrante della strategia globale messa a punto dall’OIL per promuovere la creazione di una cultura sulla sicurezza e prevenzione dei rischi, in modo che possa diventare parte del processo lavorativo, non un obbligo.

 

Diffondere una sana cultura del lavoro inteso come ambiente produttivo e sicuro è l’obiettivo che perseguiamo ogni giorno. Alla base di tutto non può mancare come elemento centrale la formazione, riferita a chiunque si occupi e lavori all’interno delle imprese, che vivrà la realtà aziendale e quindi si troverà di fronte ai rischi.

 

Una cultura nazionale della salute e della sicurezza sul lavoro significa: «una cultura nella quale venga rispettato il diritto a un ambiente di lavoro sicuro e salubre a tutti i livelli; nella quale governi, datori di lavoro e lavoratori si impegnino attivamente per garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre attraverso un sistema nel quale vengono definiti i diritti, le responsabilità e i compiti di ognuno; e nella quale venga accordata la massima priorità al principio di prevenzione».

La prevenzione è sempre la migliore risposta ad un problema, tanto più quando i rischi in questione possono mettere in pericolo le vite umane. Numeri che lasciano senza fiato e che non possono essere dimenticati.

 

Le date sono strumenti convenzionali che, però, riescono a mettere in luce questioni magari tralasciate, quindi approfittiamo anche noi della giornata mondiale per ricordare a tutti l’importanza di garantire ambienti di lavoro umani, vivibili e sicuri.



Scarica la pubblicazione ILO

 
BANDO ISI INAIL 2017 PER IL MIGLIORAMENTO DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: AL VIA LE ISCRIZIONI ONLINE

A disposizione ci sono euro 249.406.358,00 suddivisi in 5 Assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e secondo le modalità di cui all’Avviso pubblico ISI 2017.

I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento delle risorse finanziarie, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande. Il contributo viene erogato in conto capitale e varia in base all’Asse di finanziamento. Gli importi disponibili per ogni asse sono evidenziati in tutti gli avvisi regionali, che riportano in dettaglio tutte le spese ammesse al finanziamento scadenze e procedure.

 

A chi è rivolto il Bando ISI 2017 INAIL

Destinatarie del finanziamento sono le imprese, anche individuali, ubicate in ciascun territorio regionale e iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Per i progetti finalizzati alla riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (Asse 2) posso partecipare anche gli Enti del terzo settore in possesso dei requisiti di cui all’Avviso pubblico ISI 2017.

 

Quali progetti sono finanziabili?

Questi in sintesi gli assi di progetto finanziabili. Per completezza, si rimanda alla pagina apposita INAIL

  • Progetti di investimento
  • Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  • Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC)
  • Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività

 

Per quanto riguarda i progetti di investimento le tipologie di intervento prevedono:

  • La riduzione del rischio chimico e/o cancerogeno (es: acquisto e installazione di impianti di aspirazione, cappe, cabine di verniciatura);
  • La riduzione del rischio rumore mediante la realizzazione di interventi ambientali (es: acquisto e installazione di pannelli fonoassorbenti, cabine, schermi acustici, separazioni, silenziatori);
  • La riduzione del rischio rumore mediante la sostituzione di macchine o di trattori (sia per macchine destinate ad ambienti outdoor che indoor);
  • La riduzione del rischio derivante da vibrazioni meccaniche (sia per attrezzature portatili che per macchine con operatore a bordo ed eccezione dei trattori agricoli o forestali);
  • La riduzione del rischio biologico (es: separazioni degli ambienti, acquisto e installazione di impianti di aspirazione, cappe, realizzazione di superfici idrorepellenti);
  • La riduzione del rischio di caduta dall’alto (es: acquisto e installazione permanente di ancoraggi puntuali, lineari flessibili e/o rigidi);
  • La riduzione del rischio infortunistico mediante la sostituzione di macchine o di trattori (sostituzione di macchine immesse sul mercato prima del 1996 o di trattori immessi sul mercato prima del 1998);
  • La riduzione del rischio sismico (es: acquisto e posa in opera di scaffalature antisismiche).


Accesso alla procedura online

Prima fase: accesso alla procedura online e compilazione della domanda da effettuarsi con i tempi e le modalità di cui all’Avviso pubblico ISI 2017. La prima fase si concluderà alle ore 18 del 31 maggio 2018.

Seconda fase: invio della domanda online da effettuarsi con i tempi e le modalità di cui all’Avviso pubblico ISI 2017. Dal 7 giugno 2018 le imprese i cui progetti avranno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità potranno accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice, che le identificherà in maniera univoca in occasione del “click day” dedicato all’inoltro online delle domande di ammissione al finanziamento attraverso lo sportello informatico.

Terza fase: conferma della domanda online tramite l’invio della documentazione a completamento da effettuarsi nei tempi e con le modalità di cui all’Avviso pubblico ISI 2017.

 

Siamo a disposizione per ogni altra informazione e supporto tecnico. Scrivici all'indirizzo info@qsa.it .

POLO SCOLASTICO DI MOLINA DI FIEMME: IL PRIMO EDIFICIO SCOLASTICO IN LEGNO CERTIFICATO DAI PROTOCOLLI ARCA E CASACLIMA

Lo scorso 04 aprile 2018 si è tenuto presso il nuovo polo scolastico di Molina di Fiemme un’importante incontro in presenza degli assessori delle Provincie autonome di Trento e Bolzano Mauro Gilmozzi e Richard Theiner e del sindaco Marco Larger, Habitech e CasaClima in cui è stata siglata una nuova convenzione che impegna le due società ad approfondire le collaborazioni intraprese sul versante dell'edilizia sostenibile e della promozione dei rispettivi protocolli di certificazione, Arca e CasaClima.

Una collaborazione con il chiaro obiettivo di realizzare delle reti d’impresa e filiere produttive specializzate nei settori dell’edilizia sostenibile e dell’efficienza energetica sul territorio delle Province di Trento e Bolzano.

Attraverso la convenzione, CasaClima e Habitech sono ora partner istituzionali e Habitech diventerà il punto di riferimento per l´iter di certificazione CasaClima sul territorio della Provincia di Trento.

Il nuovo Polo scolastico in legno nel piccolo comune di Molina di Fiemme potrà vantare le due certificazioni di Arca e CasaClima School.

 

Habitech - Distretto Tecnologico Trentino per l'Energia e l'Ambiente

Nel 2006 nasce Habitech, una struttura indipendente da finanziamenti pubblici e privati che reinveste il 100% degli utili nello sviluppo di progetti innovativi di impatto reale. Mission di Habitech è la trasformazione del mercato dell'edilizia.

In oltre un decennio di attività, Habitech ha assunto un ruolo guida nella promozione e nel coordinamento di processi di innovazione e valorizzazione di patrimoni immobiliari durante l’intero arco di vita. Habitech offre servizi di consulenza altamente targetizzati e specializzati per la costruzione, il rinnovo e la gestione di patrimoni immobiliari e delle infrastrutture tecnologiche abilitanti. Il valore aggiunto dei servizi di consulenza Habitech risiede negli elevati standard di innovazione delle soluzioni e degli strumenti che offriamo alla committenza. Le storie di successo Habitech hanno dato vita ai marchi ARCA, Odatech, Greenmap, REbuild e REbuilding Network.

Agenzia per l´Energia Alto Adige - CasaClima

L’ Agenzia CasaClima è un centro di competenza della Provincia Autonoma di Bolzano, che si occupa della certificazione energetica e ambientale di edifici e prodotti. Ad oggi l’Agenzia ha certificato oltre 8.000 edifici, distribuiti su tutto il territorio nazionale. CasaClima è uno standard e un processo di qualità che portano a risultati chiari, trasparenti e misurabili espressi attraverso il certificato di qualità CasaClima. L’Agenzia propone un’ampia offerta formativa per tutti gli attori del settore edilizio. Organizza e promuove molteplici iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza nei settori dell’efficienza energetica, della sostenibilità, della qualità costruttiva e della tutela del clima.




  


Fonte: ufficio stampa Il Trentino
PRIORITA’ PROGRAMMATICHE PER LE ATTIVITA’ DI ADEGUAMENTO DEGLI EDIFICI SCOLASTICI E ASILI NIDO

Il 31 dicembre 2017 è scaduto il termine di adeguamento alla normativa antincendio, più volte prorogato, degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 29/3/2018 il Decreto del 21 marzo 2018 del Ministero dell'Interno e del Ministero Istruzione

 

Nel decreto si danno indicazioni programmatiche per l'adeguamento antincendio per locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido.

Tali indicazioni hanno lo scopo di dare una serie di priorità agli interventi di adeguamento, fatti salvi gli obblighi stabiliti dal DPR 1° agosto 2011 in materia di prevenzione incendi, n. 151 e l'integrale osservanza del decreto del Ministro dell'interno 26 agosto 1992, e quanto disposto nel Testo unico di Sicurezza (D.Lgs. n.81/2008).

Nel decreto appena pubblicato si definiscono tre livelli di priorità in riferimento alle norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica.

 

Indicazioni programmatiche prioritarie per gli edifici ed i locali adibiti a scuola

Fatti salvi gli obblighi stabiliti dalla vigente legislazione in materia di prevenzione incendi ed in particolare dagli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, e ferma restando l'integrale osservanza del decreto del Ministro dell'interno 26 agosto 1992, le attività di adeguamento degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, potranno essere realizzate secondo le seguenti indicazioni, attuative del citato decreto ministeriale, che fissano livelli di priorità programmatica:

  • livello di priorità a): disposizioni di cui ai punti 7.1, limitatamente al secondo comma, lettere a) e b); 8; 9.2; 10; 12;
  • livello di priorità b): disposizioni di cui ai punti 6.1; 6.2; 6.4; 6.6, limitatamente al punto 6.6.1; 9.3;
  • livello di priorità c): restanti disposizioni del citato decreto ministeriale.

Le attività di adeguamento potranno essere effettuate, in alternativa, con l'osservanza delle norme tecniche di cui al decreto del Ministro dell'interno 3 agosto 2015 così come integrato dal decreto del Ministro dell'interno 7 agosto 2017.

 

Indicazioni programmatiche prioritarie per gli edifici ed i locali adibiti ad asili nido

Fatti salvi gli obblighi stabiliti dalla vigente legislazione in materia di prevenzione incendi ed in particolare dagli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, e ferma restando l'integrale osservanza delle misure di sicurezza antincendio di cui all'art. 6, lettera a), del decreto del Ministro dell'interno 16 luglio 2014, le attività di adeguamento degli edifici e dei locali adibiti ad asili nido, potranno essere realizzate secondo le seguenti indicazioni, attuative del predetto art. 6, lettera a), che fissano livelli di priorità programmatica:

  • livello di priorità a): disposizioni di cui al punto 13.5, limitatamente ai punti 6.3, limitatamente al comma 1, lettere a) e b), 6.4, 7.2, 9, limitatamente all'allarme acustico, 10, 11, 12 del citato decreto del Ministro dell'interno 16 luglio 2014;
  • livello di priorità b): disposizioni di cui ai punti 13.5, limitatamente ai punti 6.1, 6.2, 6.3 limitatamente al comma 1, lettera c) del decreto del Ministro dell'interno 16 luglio 2014;
  • livello di priorità c): restanti disposizioni di cui all'art. 6, lettera a) del citato decreto.


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CODICE DELLA PRIVACY E GDPR: UN RAPPORTO D’INCERTEZZA NORMATIVA

Abrogazione, sostituzione e coovigenza: cosa accadrà al codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003)


L’ingresso di una nuova norma di conio europeo è spesso fonte di molteplici dubbi interpretativi. 

L’interrogativo ricorrente che sembra aver assunto un ruolo di assoluta preminenza sul piano nazionale, concerne il futuro incerto del Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003).

Attualmente il Regolamento continua la sua “convivenza” con il D.lgs. 196/2003 in virtù del principio giurisprudenziale elaborato dalla Corte di Giustizia Europea, secondo cui l’Ordinamento Europeo e quello Nazionale si configurano come due ordinamenti distinti; per questa ragione il regolamento non può abrogare, modificare o derogare le confliggenti norme nazionali, né invalidarne le previsioni.

Ed infatti Il Regolamento (UE) 2016/679 abroga solamente la Direttiva 98/46/CE (atto legislativo europeo), come sancito espressamente all’art. 94 dello stesso, e non il Codice della Privacy (norma nazionale).

I due ordinamenti, sempre secondo la Corte di Giustizia, sono però coordinati fra loro e pertanto le confliggenti statuizioni della legge interna non possono costituire ostacolo all’applicazione del Regolamento Europeo nel contesto nazionale; vanno quindi disapplicate a favore del Regolamento.

In altri termini il Codice della Privacy dovrà cedere il passo alla disciplina europea, ogni qual volta vi sia un evidente contrasto con le disposizioni normative dettate dal legislatore europeo.

Il meccanismo della disapplicazione compete unicamente al giudice nazionale e si ha solamente in sede giudiziale nel caso in cui venga sollevata questione pregiudiziale di interpretazione ai sensi dell’art. 177 del Trattato, con conseguente remissione degli atti alla Corte di Giustizia Europea.

Ad oggi si parla quindi di coovigenza e non di abrogazione.


Legge di delegazione europea e decreto di adeguamento del codice delal privacy: cosa sta succedendo in Italia?

Sulla Gazzetta Ufficiale n . 259 del 6 novembre 2017, è stata pubblicata la Legge n. 163 del 25 ottobre 2017, ovvero la legge con cui il Parlamento ha delegato il Governo al recepimento delle direttive europee e all’attuazione di altri atti dell’Unione Europea.

All’art. 13 della medesima, viene conferita una specifica delega al Consiglio dei Ministri per quanto concerne “ […] l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattmento dei dati peronali […]”.

Al fine di comprendere il significato di tale delega è necessario fare un passo indietro.

La scelta dello strumento normativo del regolamento da parte legislatore europeo per l’adozione della nuova disciplina in materia di protezione dei dati personali, è stata dettata dalla necessità di determinare l’armonizzazione delle differenti legislazioni di riferimento per i singoli Paesi Europei.

Ciò nonostante, è pur vero che il GDPR non introduce una disciplina di dettaglio e dunque il riferimento all’impianto legislativo nazionale attuale o futuro si rende necessario e parimenti insuperabile.

La lettura del Considerando 10, conferma siffatta impostazione e invero si legge: "per quanto riguarda il trattamento dei dati personali […], gli Stati membri dovrebbero rimanere liberi di mantenere o introdurre norme nazionali al fine di specificare ulteriormente l'applicazione delle norme del presente regolamento". E ancora "[…] il presente regolamento prevede anche un margine di manovra degli Stati membri per precisarne le norme, anche con riguardo al trattamento di categorie particolari di dati personali".

Di conseguenza ed in ultimo il GDPR per diverse tematiche rimette agli Stati membri il potere normativo di dettare le nuove “regole della privacy” in assoluta armonia e aderenza alle previsioni del regolamento.

La legge di delegazione europea risponde a questo compito.


Quali sono i contenuti della delega e cosa si prevede per il futuro?

Ai sensi della citata Legge di Delegazione europea, il Governo italiano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della stessa, dovrà adottare uno o più decreti legislativi per adeguare il quadro normativo nazionale relativo alla protezione dei dati personali, nonché alla libera circolazione dei dati, al nuovo regolamento.

Il Governo dovrà procedere secondo i seguenti principi contenuti nella delega:

  • Abrogare espressamente le disposizioni del codice in materia di trattamento dei dati personali, incompatibili con le disposizioni contenute nel GDPR;
  • Modificare il codice, per dare attuazione alle disposizioni del GDPR che non soddisfano i requisiti di efficacia diretta;
  • Coordinare le disposizioni vigenti in materia di protezione dei dati personali con le disposizioni recate dal GDPR;
  • Prevedere, ove opportuno, il ricorso a specifici provvedimenti attuativi e integrativi adottati dal Garante per la protezione dei dati personali nell’ambito e per le finalità previste dal GDPR;
  • Adeguare il sistema sanzionatorio penale e amministrativo alle disposizioni del GDPR, con previsione di sanzioni penali e amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione perpetrata.


In ragione di tali principi appare evidente che il D.Lgs. 196/2003 non subirà alcune abrogazione diretta; al contrario, manterrà la sua forza normativa, subendo tuttavia una sorta di "rivisitazione” in chiave GDPR
, emendato attraverso abrogazioni, integrazioni e introduzione di nuove norme di coordinamento, volte ad eliminare ogni possibile incompatibilità.

Nella seduta del 21 marzo 2017, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il decreto di adeguamento del Codice della Privacy.

La pronuncia da parte di Palazzo Chigi rappresenta però una via libera iniziale, a cui dovranno fare seguito i pareri del Consiglio di Stato, delle Commissioni parlamentari competenti e del Garante della privacy.

Certamente lo scenario che si prospetta dal punto di vista interpretativo non è semplice, soprattutto avendo riguardo ai molteplici casi in cui lo stesso GDPR demanda alla legislazione nazionale il compito di precisare ulteriormente le condizioni specifiche per il trattamento dei dati.

La sfida per il legislatore delegato si risolverà nel superamento dell’approccio legislativo italiano passato, privo di una visione programmatica e unitaria, che dovrà essere sostituito da scelte normative tanto efficaci, quanto di facile lettura, così che si possa parlare di gestione sistemica della protezione dei dati personali, non solo in ottica aziendale, ma anche dal punto di vista normativo.



Per approfondire l'argomento ricordiamo che QSA organizza nel mese di aprile una serie di eventi gratuiti “sull’applicazione del nuovo regolamento europeo n. 2016/679 sulla protezione dei dati - privacy” presso le proprie sedi di Predazzo, Trento e Bolzano.


Scarica la locandina per consultare il programma e iscriverti all'evento più vicino.

Per avere maggiori informazioni scrivici all'indirizzo info@qsa.it

RADIAZIONI IONIZZANTI: LA PROTEZIONE DAL RISCHIO RADON NELLE ABITAZIONI CIVILI SECONDO LA DIRETTIVA 2013/59/EURATOM

LA DIRETTIVA COMUNITARIA 2013/59/EURATOM ED IL MANCATO RECEPIMENTO DEL LEGISLATORE ITALIANO



Cos'è il RADON?

Il radon è un gas radioattivo la cui concentrazione media può variare considerevolmente in relazione alle caratteristiche geologiche del terreno. Ne sono ricche le rocce vulcaniche, quali tufi, graniti e porfidi. Il radon è un gas inodore, incolore, insapore e praticamente inerte; chimicamente, è un cosiddetto “gas nobile”: come tale, non crea legami chimici e può quindi facilmente migrare dal materiale che lo ha generato ed esalare dal suolo e dalle rocce, mescolarsi con l'aria o l'acqua presenti nel terreno e raggiungere l'atmosfera, dove viene diluito; la sua concentrazione in atmosfera è quindi molto bassa, con un valore che si aggira, in media, attorno a 10 Bq/m3. Molto diversa è la situazione che si può creare all'interno di locali chiusi (situazione cui si fa riferimento con il termine “radon indoor”), dove il radon tende ad accumularsi e si possono raggiungere valori superiori alle migliaia di Bq/m3.




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Fonte: ISPRA



Il RADON nell'edilizia



Non è possibile realizzare edifici totalmente schermati al radon, ma è possibile, e spesso con costi molto ridotti, progettare edifici con caratteristiche tali da minimizzare l'ingresso del radon o effettuare, in maniera relativamente semplice, il monitoraggio della presenza di radon in edifici già esistenti al fine di pianificare, se fosse necessario, eventuali interventi di risanamento. In un ambiente di vita, la concentrazione di radon può essere ricondotta in prima approssimazione a due fattori principali:

  • esalazione dal suolo (e ingresso nel locale): questo contributo è legato sia alle caratteristiche geologiche del suolo che alle condizioni atmosferiche, rendendo quindi molto complessa la previsione della concentrazione di radon indoor; ad esempio, per una stessa abitazione si riscontra che i valori misurati in inverno sono generalmente maggiori di quelli misurati in estate;
  • materiali da costruzione: i materiali impiegati in edilizia possono contenere Radio-226 (il padre del radon) e quindi essere essi stessi una sorgente di radon.


Da sottolineare comunque che le caratteristiche del singolo edificio, la tipologia costruttiva e le abitudini di utilizzo dello stesso, hanno un'influenza molto significativa sulla concentrazione di radon al suo interno. Capita spesso che edifici vicini tra loro possano avere concentrazioni di radon molto diverse.


Cosa prevede la Direttiva Comunitaria

Importante novità nella Direttiva Comunitaria 2013/59/EURATOM è l’introduzione, per la prima volta, di obblighi per i Paesi Membri dell'Unione Europea per quanto riguarda la protezione dal radon nelle abitazioni civili, oltre all’inasprimento della normativa di protezione dal radon nei luoghi di lavoro.

La direttiva 2013/59/EURATOM richiede agli Stati membri di stabilire livelli di riferimento nazionali per le concentrazioni in ambienti chiusi. I livelli di riferimento per la media annua della concentrazione di attività in aria, non dovranno comunque essere superiori a 300 Bq/m3, inteso come valore medio annuale.

L'Italia non ha ancora recepito la Direttiva, che prevedeva come ultimo termine di recepimento il 6 febbraio 2018.

 

Attualmente, in Italia esiste un limite per la concentrazione di attività di radon unicamente per luoghi di lavoro sotterranei o con caratteristiche determinate, come riportato dal Capo III-Bis del D.Lgs. 230/95 e ss. mm. ii., il quale disciplina le radiazioni ionizzanti in generale. Tale limite è fissato in 500 Bq/m3, inteso come valore medio annuale. Se si supera, per i luoghi di lavoro indicati, tale limite, vanno poste in essere opportune azioni di rimedio, nei tempi e nei modi previsti dagli articoli 10-ter e 10-quinquies del Decreto.

 

 

 

Fonti:

- rapporto sullo stato dell’ambiente 2016 dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente - Trento
- campagna di misura effettuata tra il 1992 ed il 2007 dall’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente - Trento

 

QSA offre tra i suoi servizi una consulenza relativa alla valutazione del rischio ambientale per il monitoraggio del gas radon in ambiente di lavoro e in abitazioni civili.
Per informazioni e preventvi invia la richiesta a info@qsa.it .

DPO – DATA PROTECTION OFFICER: UNA FIGURA STRATEGICA NELLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Il DPO come fulcro di una visione sistemica

L’introduzione della figura del DPO, all’interno del nuovo panorama legislativo relativo alla protezione dei dati personali, risponde alla rivoluzione culturale che ha voluto imporre il legislatore europeo in materia di protezione dei dati personali, fondata sul principio di responsabilizzazione (accountability).

La disciplina dettata del Regolamento (UE) 2016/679 è infatti preposta all’affermazione di obbiettivi specifici, capaci di potenziare la tutela del “diritto alla riservatezza”, così da renderla una forma di pensiero diffusa prima ancora di un mero dictat normativo.

Il DPO si inserisce in questa nuova ottica come soggetto chiave, deputato a favorire l’osservanza della normativa in materia di protezione dei dati seguendo non solo le disposizioni contenute nel GDPR, ma anche considerando il panorama legislativo nazionale.

Oltre a favorire la conformità alle disciplina vigente, il  DPO funge da interfaccia fra i soggetti coinvolti (L’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, gli interessati e le divisioni operative di un’azienda o ente).

Chi è il DPO?

Il DPO è un professionista con conoscenze specialistiche della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati personali, individuato all’interno o all’esterno dell’azienda dal titolare del trattamento, i cui compiti minimi sono sanciti all’art. 39 del Regolamento (UE) 2016/679

Nello specifico il Data Protection Officer è chiamato a:

  • informare e fornire consulenza al titolare o al responsabile del trattamento nonché ai dipendenti che eseguono il trattamento in merito agli obblighi derivanti dal Regolamento 2016/679 o dalle altre disposizioni legislative nazionali ed europee in materia di protezione dei dati;
  • sorvegliare l’osservanza del Regolamento da parte del titolare e del responsabile del trattamento in tutte le sue parti, compresi l’attribuzione delle responsabilità, la sensibilizzazione e la formazione del personale che partecipa al trattamento;
  • fornire pareri in merito alla valutazione di impatto e sorvegliarne lo svolgimento qualora richiesti ;
  • cooperare con l’autorità di controllo fungendo da punto di contatto per questioni connesse al trattamento effettuando consultazioni di ogni tipo.


Si tratta pertanto di un soggetto con un ruolo misto di consulenza e controllo.

Il livello di conoscenza specialistica richiesto per l’assolvimento del ruolo non trova una definizione tassativa, ma è evidente che dovrà trattarsi di un esperto con importanti competenze giuridiche che consentano di occuparsi della governance della protezione dei dati personali in modo efficiente.

Nell’esecuzione dei propri compiti, il DPO dovrà operare con sufficiente autonomia; ciò significa che il titolare del trattamento dovrà trovare supporto da parte del senior management in termini di coinvolgimento, risorse e tempo (art. 38, par. 2 e 3, GDPR).  In particolare, questi ultimi sono tenuti ad assicurare che il DPO non riceva alcuna istruzione per quanto riguarda l’espletamento delle proprie funzioni.

E’ essenziale che il RPD (Responsabil Protection Data) sia coinvolto quanto prima possibile in ogni questione attinente la protezione dei dati per promuovere la cultura della protezione dei dati all’interno dell’azienda e contribuire a dare attuazione a elementi essenziali del regolamento, quali i principi fondamentali del trattamento, i diritti degli interessati, la protezione dei dati sin dalla fase di progettazione e per impostazione predefinita, i registri delle attività di trattamento, la sicurezza dei trattamenti e la notifica e comunicazione delle violazioni di dati personali.

Quando deve essere nominato il DPO?

In base all’art. 37, paragrafo 1, del RGPD, la nomina di un RDP è obbligatoria “se il trattamento è svolto da un’autorità pubblica o da un pubblico organismo, se le attività principali del titolare o del responsabile del trattamento consistono in trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistemico di interessati su larga scala oppure, se queste consistono nel trattamento su larga scala di particolari categorie di dati o dati personali relativi a condanne penali e reati”.

Quando si parla di “attività principale” il legislatore europeo ha voluto individuare quelle operazioni essenziali che sono necessarie al raggiungimento degli obbiettivi del titolare del trattamento o ne costituiscono una componente inscindibile.

A titolo di esemplificazione si può citare il caso di un’impresa di sicurezza privata incaricata della sorveglianza di più centri commerciali; l’attività principale dell’azienda consiste nella sorveglianza ma questa è legata in modo inscindibile al trattamento dei dati personali.

Il trattamento dei dati personali su larga scala invece, individua quei trattamenti che mirano al trattamento di una notevole quantità di dati personali a livello regionale, nazionale o sovranazionale e che potrebbero incidere su un vasto numero di interessati e che potenzialmente presentano un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati.

In tutti gli altri casi la nomina rimane facoltativa.

Il “WP-29” nella redazione delle linee guida sui responsabili della protezione dati ha però precisato che: “Tranne quando sia evidente che un soggetto non è tenuto a nominare un RDP, il Gruppo di lavoro raccomanda a titolari del trattamento e responsabili del trattamento di documentare le valutazioni compiute all’interno dell’azienda o dell’ente per stabilire se si applichi o meno l’obbligo di nomina di un RDP, così da poter dimostrare che l’analisi ha preso in esame correttamente i fattori pertinenti”.

L'importanza della nomina

La tutela del diritto alla riservatezza rappresenta un fattore competitivo e rilevante per molte realtà  aziendali nonostante l’innegabile aumento della complessità organizzativa legata alla fase iniziale di adeguamento al Regolamento (UE) 2016/679.

Le complessità delle procedure operative e i meccanismi di mercato richiedono una particolare attenzione al trattamento dei dati personali ed uno sforzo interpretativo peculiare circa l’applicazione degli adempimenti normativi.

La nomina da parte delle imprese di un DPO/RPD al di fuori dei casi di cui all’art. 37 del GDPR, rappresenterà quindi, un passaggio quasi obbligato quanto meno in fase iniziale, al fine di non incorrere in valutazioni errate.




QSA organizza nel mese di aprile una serie di eventi gratuiti “sull’applicazione del nuovo regolamento europeo n. 2016/679 sulla protezione dei dati - privacy” presso le proprie sedi di Predazzo, Trento e Bolzano.


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Per avere maggiori informazioni scrivi all'indirizzo info@qsa.it

 
 

Piero Mattioli

Direttore generale
 
 

Francesca Cafaro

Responsabile commerciale e responsabile pianificazione produttiva
 
 

Matteo Tivelli

Responsabile amministrazione, finanza, personale e controllo di gestione
 
 

Elisa Chiurato

Ufficio amministrazione
 
 

Valentina Livio

Ufficio commerciale
 
 

Rossella Zucchelli

Segreteria generale e responsabile area formazione
 
 

Mariangela Vaia

Segreteria SPP/MC e addetta alla comunicazione web social
 
 

Manuel Tomio

Responsabile qualità e responsabile area sistemi di gestione
 
 

Sara Cortellazzi

Consulente tecnico area sistemi di gestione
 
 

Patrizio Cigolla

Responsabile area sicurezza aziende
 
 

Ivan Croce

Consulente tecnico area sicurezza aziende e responsabile ICT
 
 

Anita Braito

Consulente tecnico area sicurezza aziende
 
 

Dario Oss Papot

Consulente tecnico area sicurezza aziende
 
 

Nicola Dall'Oglio

Consulente tecnico area sicurezza aziende
 
 

Jessica Tabarelli

Consulente tecnico area sicurezza aziende
 
 

Luca Perenzoni

Consulente tecnico area sicurezza aziende
 
 

Elena Zendron

Responsabile area sicurezza cantieri, antincendio ed eventi
 
 

Elia Girardi

Consulente tecnico area sicurezza cantieri
 
 

Laura Caldonazzi

Consulente tecnico area sicurezza cantieri
 
 

Paolo Endrizzi

Consulente tecnico area sicurezza cantieri
 
 

Samantha Pederiva

Area privacy e protezione dei dati personali