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Legionella: da Linee Guida a obbligo di legge. Siete già in rotta verso il 2029?

Negli ultimi anni i casi di legionellosi in Italia hanno mostrato un trend in crescita, con migliaia di notifiche annue e un ruolo importante degli impianti idrici interni come sorgente di rischio.


Il D.Lgs. 18/2023 ha introdotto il parametro Legionella tra quelli dell’acqua destinata al consumo umano, fissando una soglia di conformità a 1.000 UFC/L. 
Il D.Lgs. 102/2025 ha poi reso operativo un approccio basato sul rischio, in cui il PSA e le Linee Guida 2015 diventano la bussola per decidere “quando intervenire e come”.


In pratica, nelle reti interne degli edifici si ragiona su fasce di concentrazione:

•    < 100 UFC/L → situazione sotto controllo, si mantengono le misure in atto;

•    100–1.000 UFC/L → serve rivedere i controlli, verificare temperature, flussaggi, disinfezioni, punti morti;

•    ≥ 1.000 UFC/L → scattano azioni correttive immediate (es. shock termico/chimico), nuova valutazione del rischio, informativa alle Autorità sanitarie e nuova campagna di campionamento. 


Tutto questo si integra con il D.Lgs. 81/2008, che impone la valutazione del rischio biologico per tutti i luoghi di lavoro in cui siano presenti impianti idrici, torri evaporative, sistemi di umidificazione o altre sorgenti di aerosol.

 

Con il D.Lgs. 102/2025 – correttivo del D.Lgs. 18/2023 sulle acque destinate al consumo umano – la gestione del rischio Legionella cambia livello: le Linee Guida Stato-Regioni del 7 maggio 2015 non sono più solo un riferimento tecnico, ma diventano un obbligo cogente per gli edifici “prioritari”.

 

Questo significa, in concreto, per ospedali, RSA, scuole, strutture ricettive, impianti sportivi, grandi uffici, centri commerciali, aeroporti e molte altre realtà:

•    Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA) obbligatorio, con mappatura degli impianti interni, analisi dei pericoli e piano di controllo fino al punto di erogazione;

•    Nomina del GIDI (Gestore Impianti Idrici Interni), figura responsabile – anche esterna – che governa valutazione del rischio, monitoraggi, manutenzione e registrazioni;

•    Monitoraggio microbiologico della Legionella con metodo UNI EN ISO 11731, in coerenza con il limite di 1.000 UFC/L fissato dalla normativa sulle acque potabili e con soglie operative più prudenti (attenzione già oltre i 100 UFC/L) ;

•    Integrazione con il D.Lgs. 81/2008, che inquadra la Legionella come agente biologico di Gruppo 2 e impone al Datore di Lavoro la valutazione di tutti i rischi per lavoratori, ospiti, utenti e manutentori.

 

Il termine del 12 gennaio 2029 per il pieno allineamento dei PSA può sembrare lontano, ma il lavoro da fare – soprattutto per strutture complesse – è significativo: censimento impianti, analisi documentale, campagne di campionamento, formazione interna, definizione di procedure e registri. 

 

QSA S.r.l. può supportare Datore di Lavoro, RSPP e Gestori di struttura nel:

•    definire una strategia di monitoraggio proporzionata al rischio reale (non solo “un’analisi all’anno”);

•    leggere correttamente i referti di laboratorio e tradurli in azioni operative;

•    aggiornare PSA e DVR in modo coerente;

•    strutturare formazione mirata su manutentori, personale alberghiero, scolastico, sanitario.


La prevenzione efficace inizia da una domanda semplice: conosco davvero cosa succede nella mia rete idrica interna?

Il team QSA è a disposizione per approfondimenti o per avviare un percorso dedicato.

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